Addio al mal di schiena

Lombalgia: sono circa 15 milioni le persone che in Italia accusano questo disturbo sporadicamente, ben oltre 2 milioni sono quelle che ne soffrono in maniera costante e prolungata. Ecco un nuovo rimedio.

Il mal di schiena è un disturbo democratico: colpisce, infatti, tutti almeno una volta nella vita, indipendentemente da sesso, età, professione e conto in banca. E se sono circa 15 milioni le persone che in Italia accusano questo disturbo sporadicamente, ben oltre 2 milioni sono quelle che ne soffrono in maniera costante e prolungata. Stiamo parlando della lombalgia, una patologia dalle molteplici cause che, per la sua protratta sintomatologia dolorosa ha un forte impatto, oltre che sanitario, psicologico, sociale ed economico. Una vera e propria epidemia mondiale da anni al centro di numerose ricerche. 
Un gruppo di Iyengar yoga

LA SPERIMENTAZIONE

Particolarmente interessante quella prodotta dalla West Virginia University di Morgantown, negli States, pubblicata sulla rivista Spine Journal. L’équipe coordinata dalla dottoressa Kimberly Williams ha assegnato a un gruppo di 90 persone adulte, tutte afflitte da dolori cronici alla parte bassa della schiena, una terapia convenzionale con farmaci antidolorifici, oppure in alternativa sei mesi di due incontri settimanali di sedute yoga metodo Iyengar. Un metodo terapeutico ritenuto dagli scienziati americani dal punto di vista scientifico molto rigoroso grazie all’impostazione data dal suo ideatore B.K.S. Iyengar che, dopo anni di studio, è riuscito a dare agli asana, le posizioni del classico hatha yoga e al pranayama, la tecnica respiratoria, una tale precisione di esecuzione e qualità, da potere essere utilizzati anche a scopi terapeutici. Ma torniamo alla sperimentazione. Ebbene, a 24 settimane dall’inizio dell’esperimento, nel gruppo di Iyengar yoga - randomizzato tramite l'Oswestry Disability Questionnaire, uno speciale questionario che misura quanto il dolore limiti le attività quotidiane, il Visual Analogue Scale ( VAS ) che permette al paziente di definire l’intensità del suo dolore; il Beck Depression Inventory, un questionario per la rilevazione della depressione - i ricercatori hanno osservato una significativa riduzione tanto nella disabilità funzionale quanto nell’intensità del dolore e nella sintomatologia depressiva. Una riduzione di gran lunga maggiore di quella espressa dal gruppo di controllo. Un miglioramento rimasto tale anche dopo altri sei mesi di follow-up.

IL METODO IYENGAR

A differenza di altre tecniche yoga e alcune ginnastiche antalgiche in questo metodo si pongono dei precisi limiti, con lo scopo di fare eseguire alla colonna e a tutte le articolazioni movimenti sempre corretti. Non si esaspera mai il movimento rispettando sempre l’ergonomia del corpo. L’approccio è graduale, si ricerca la corretta postura, l’allineamento strutturale e poi solo allora l’allungamento. Proprio per evitare situazioni che possano provocare stress si utilizzano attrezzi e accessori come coperte, panche, cinture, corde, sedie, mattoncini e tutto ciò che possa facilitare la realizzazione delle varie asana anche da parte di chi ha problemi fisici. Il loro impiego permette, inoltre, l’esecuzione e il mantenimento prolungato delle varie posizioni, elemento fondamentale per intensificare l’effetto terapeutico. Nel caso specifico delle lombalgie si inizia con asana di allungamento passivi, per poi passare gradualmente al lavoro attivo. Questa patologia è sempre caratterizzata da un diaframma molto rigido e da una muscolatura lombare particolarmente contratta, quindi è bene affrontarla agendo sulle principali cause che provocano queste due alterazioni: la postura scorretta quando si sta in piedi, rafforzando soprattutto gambe e piedi, e una respirazione incompleta, abituando a utilizzare ogni parte dell’apparato respiratorio. 

 

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Citazioni:

“Vivere spiritualmente è vivere nel presente. Lo yoga ci porta nel momento presente, facendoci diventare coscienti del nostro allineneamente corporale, dei nostri movimenti e della nostra respirazione."
(Vivekânanda)


   

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