Lo Yoga in adolescenza

“Mens sana in corpore sano” (Giovenale)

Nella nostra cultura vige la concezione secondo cui il corpo si sviluppa con una buona attività fisica e la mente con una buona attività intellettuale. Manca l’integrazione tra le due cose ed è qui che lo yoga si inserisce per collegare questi due aspetti.

Infatti apprendere con il corpo è di fondamentale importanza nel processo evolutivo dell’individuo.
La pratica dello yoga attraverso movimenti mirati a migliorare il fisico porta a miglioramenti psichici: attraverso il corpo possiamo contattare l’inconscio. Lo yoga, attraverso le asana, consiste in un’applicazione pratica e concreta, una pedagogia sottile in grado di creare un’inversione di tendenza per lo sviluppo dell’individuo nella sua totalità.

Ma la caratteristica essenziale dello yoga dal punto di vista pedagogico è il suo aspetto di sperimentazione che privilegia l’aspetto pratico, una conoscenza esperenziale di più vasto ed alto livello.

Attraverso lo yoga siamo in grado di acquisire delle abilità in condizioni neutre attraverso le asana per poi usarle nei momenti di difficoltà della vita. Impariamo ad uscire dagli schemi motori rigidi, adattiamo il corpo a posture improbabili nella vita normale, giochiamo con il corpo e tutto questo per educarci ad essere più flessibili, per imparare ad uscire dagli schemi mentali rigidi in cui spesso siamo imbrigliati.La varietà delle asana permette di sperimentare e conoscere meglio il corpo attraverso una molteplicità di forme e di conseguenza anche la mente sperimenta e si confronta con nuovi limiti, apre porte e finestre verso una consapevolezza nuova, a 360°.

I benefici dello yoga in adolescenza

Praticare lo yoga durante la fase dell’adolescenza sviluppa importanti benefici non solo dal punto di vista fisico, ma anche fisiologico:

  • migliora la circolazione del sangue, essenziale per lo svolgimento delle funzioni del corpo

  • nutre, stimola e mantiene l’equilibrio delle ghiandole endocrine che regolano e sviluppano la crescita

  • aiuta a regolarizzare e facilitare il ciclo mestruale

  • migliora le funzioni digestiva e respiratoria

  • incrementa il livello di sangue ossigenato nel cervello favorendo le

    capacità mentali

  • allunga i nervi migliorando la capacità di resistenza allo stress

  • promuove un corretto sviluppo posturale attraverso un appropriato

    lavoro delle giunture e dei muscoli

  • migliora la respirazione

Dal punto di vista psicologico la pratica degli asana nella adolescenza:

  • aiuta a sviluppare l’autocontrollo e diminuisce gli estremi del com- portamento regolando il sistema endocrino

  • controlla l’eccessiva aggressività ed eccitabilità attraverso le ghian- dole che producono l’adrenalina

  • calma l’eccesso di tristezza e melanconia attraverso la regolazione delle ghiandole pituitaria e pineale

  • controlla la pigrizia, la noia e la letargia tipica di questa fase della vita favorendo l’ottimismo della volontà

  • aiuta a costruire auto-consapevolezza e maggior confidenza con se stessi

  • dirige le pulsioni interne in modo creativo

  • crea e sviluppa un carattere etico e morale

  •  insegna il rispetto di sé stessi e degli altri

  •  mantiene la mente vigile

  •  favorisce sfide e competizioni positive 

 

Scopi dello yoga nella scuola

Inserire lo yoga nella scuola ha lo scopo di far crescere nei giovani la cultura del movimento, la conoscenza e la padronanza del proprio corpo. Lo yoga non è solo una tecnica, né solo un sapere, ma un modo di essere e relazionarsi con tutti basato sul rispetto, che non è una regola insegnata dall’esterno, bensì una scoperta dovuta alla consapevolezza.

L’ambito scolastico quindi può anche essere un momento in cui imparare a prendersi cura di sé stessi e ritrovare un certo benessere interiore, fisico ma anche mentale.
Lo yoga per gli adolescenti rappresenta un modo di sanare e a volte inibire, gli stati di tensione e le situazioni di conflitto personali e sociali. Il processo di crescita ha infatti per sua natura caratteristiche “stressogene” per via dell’adattamento al cambiamento incerto e disorientante. L’incertezza genera in tutti stress e in particolare nei giovani, in cui la visione futura di adulti è ancora lontana e quella di bambini è ormai passata a maggior ragione.

Lo yoga ha quindi la funzione di sostenere il processo di crescita e quello educativo:

  • rafforza i processi di apprendimento (concentrazione, memoria)

  • potenzia e incanala le potenti energie della crescita

  • contribuisce a costruire una salda struttura psicofisica per lo sviluppo della personalità

  • mette la persona al centro dell’esperienza della conoscenza nel rispetto dell’individualità

  • propone modelli diversificati

  • contrasta la globalizzazione intellettuale e culturale (riscoprendo e

    consolidando la propria ricchezza interiore, personale e non pre-

    confezionata)

  • combatte e previene situazioni di disagio e violenza in quanto favorisce il rispetto verso sé stessi e gli altri

  1. Il ruolo di un insegnante di yoga

    Il ruolo di un insegnante di yoga è di primaria importanza se vogliamo che lo yoga sia introdotto ai ragazzi con successo. L’insegnante deve essere in grado di destare curiosità negli alunni e creare in loro il desiderio di imparare. Egli deve ispirare ed entusiasmare i ragazzi, in modo allo stesso tempo autorevole e gentile.

    Un insegnante di yoga deve quindi avere abilità fisiche e acutezza mentale. L’insegnante dovrebbe essere un acuto praticante di yoga. Deve essere in grado di praticare gli asana per tutto il tempo della lezione con i ragazzi e non solo richiedere loro di eseguire una postura e guidarli durante l’esecuzione. La partecipazione dell’insegnante è essenziale in quanto i ragazzi apprendono anzitutto guardando e imitando. I loro occhi catturano i movimenti velocemente mentre detestano le lunghe spiegazioni. In ogni modo i movimenti agili e veloci non possono essere spiegati quindi devono essere impartiti direttamente. L’insegnante dovrebbe anche essere veloce a vedere gli errori dei ragazzi, in modo da correggere e aggiustare le loro posture.

    I ragazzi hanno bisogno di molta varietà e novità. Non vogliono ripetere le stesse cose nello stesso modo tutte le volte. A loro non piace essere forzati a portare attenzione alla perfezione; occorre introdurre questo tipo di ascolto gradualmente. Le classi lente sono noiose e disperdono l’energia dei ragazzi. Andare troppo lentamente a volte restringe la capacità del ragazzo. Invece un insegnante dovrebbe essere veloce e insegnare movimenti dinamici. Questo attira i giovani che facilmente si distraggono. L’energia di cui sono naturalmente ricchi non deve essere limitata o impedita.

    É bene sottolineare che, sebbene diversi insegnanti dicano che solo le posizioni semplici debbano essere insegnate ai ragazzi, questa strategia non funziona a lungo. Benché inizialmente non esitino ad eseguire semplici e dolci movimenti, dopo alcune lezioni iniziano a mostrare una certa riluttanza nei confronti di questi semplici movimenti. Realizzano che senza sforzo non c’è effetto. I giovani hanno un potenziale di forza e coraggio che l’insegnante deve saper cogliere e stimolare affinché possa nascere in loro stima in sé stessi. Questo non significa forzarli oltre il loro limite o condurre una pratica aggressiva e poco responsabile. I ragazzi devono potersi mettere alla prova, a loro piace molto perché aumenta la stima che hanno di sé stessi, si sentono capaci e fortificano il loro sentimento di identità. Il ragazzo impara a conoscere ed accettare il proprio corpo.
    Gli insegnanti devono tenere a mente che i ragazzi hanno una grandissima forza difensiva. Gli infortuni non avvengono facilmente. I ragazzi hanno un’intelligenza di auto-regolazione e auto-protezione che li fa immediatamente fermare nel caso in cui durante la pratica degli asana si accorgessero che qualcosa non va bene, e sono molto coraggiosi.

    Tratto dalla tesi “Lo yoga in adolescenza” di Paola Salerno

 

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Citazioni:

“Vivere spiritualmente è vivere nel presente. Lo yoga ci porta nel momento presente, facendoci diventare coscienti del nostro allineneamente corporale, dei nostri movimenti e della nostra respirazione."
(Vivekânanda)


   

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